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Nel giorno del Corpus Domini sfilano per le strade di Campobasso, le 13 Macchine dei Misteri, portate a spalla da circa 200 uomini. Le macchine sono formate da una base in legno, la struttura è in metallo e alle sommità (terminali) prendono posto le imbracature per sostenere i bambini. Ogni Mistero compone un «quadro» in cui i bambini rappresentano angeli, diavoli, santi e madonne . Durante il percorso i portatori, con ritmo cadenzato, procedono velocemente; il movimento sussultorio che ne consegue da l’impressione di vedere angeli e demoni sospesi nel vuoto. Le Macchine furono create nel 1748 dall’artista Campobassano Paolo Saverio Di Zinno. Nel 1805 rimasero danneggiate dal terremoto; in seguito furono restaurate da Giuseppe Di Zinno, il secondogenito dell’artista. Gli unici figuranti che possono parlare o urlare durante la processione sono i Diavoli, tutti gli altri figuranti restano in rigoroso silenzio. “Dunzella Dunzella vietenne vietenne” con questa frase urlata il Diavolo cerca di convincere la “Dunzella” a seguirlo nel suo regno. L’idea della processione è che l’uomo sia perennemente costretto, tra due forze superiori che combattono per conquistare la sua volontà, a scegliere dove dirigere la propria anima.